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FolorunsoAmsterdam - Fiamme Oro Atletica

Europei di Amsterdam: buoni esordi Cremisi!

di Federico Dell’Aquila

Sono appena rientrati da Amsterdam i nove atleti delle Fiamme Oro protagonisti dei campionati europei. Una trasferta con ottimi riscontri, tra medaglie e finali sfiorate oltre che più di un record personale abbattuto, il tutto con una rappresentanza di atleti giovanissimi alla prima esperienza in nazionale assoluta. Proviamo a fare una sintesi in chiave cremisi.

Ci ha fatto sognare Ayomide Folorunso che si è comportata da vera campionessa sui 400  ostacoli. Esonerata dal primo turno di qualificazione in quanto tra le primi dodici delle graduatorie europee dell’anno, si è guadagnata la finale a suon di primati personali. In semifinale ha corso in 55”87 e in finale si è letteralmente galvanizzata, battendo ancora se stessa con il crono favoloso di 55”50. Il podio resta lontano solo 9 centesimi e Ayo diventa così la quinta azzurra di sempre, lei che non ha ancora vent’anni. Il suo primo europeo assoluto è davvero da grandi premesse!

Non hanno centrato la finale ma hanno venduto cara la pelle Hassane Fofana e Manuel Abate. Fofana ha realizzato il proprio primato correndo i 110 ostacoli in 13”52 (-0.5) e, a conti fatti, risultando il primo escluso dalla finale, Emanuele Abate ha realizzato un crono di 13”54, con un forte vento contrario (1.8 m/s). Il minimo olimpico era davvero a portata di mano e la delusione personale è stata tanta. A bocce ferme non si possono non evidenziare, però, i passi in avanti di Fofana e il fatto che Abate sia ritornato ad essere un atleta di caratura europea, cosa tutt’altro che scontata dopo il gravissimo infortunio al tendine d’Achille. A lui questo non basta ma siamo convinti che Manuel possa dare ancora molto all’atletica.

Altra grande prestazione che non ha avuto gli sviluppi meritati è stata la spallata di Roberto Bertolini che, pur toccando quota 80.58 metri nel giavellotto, è rimasto a 12 cm dalla qualificazione alla finale. Significativa la sua altalena di emozioni evidenziata nel video pubblicato in cui prima esulta per la prestazione e poi si dispera per la mancata qualificazione.

Buono l’esordio europeo assoluto di Yeman Crippa che è giunto ottavo sui 5000 metri in 13’46”30. Il piazzamento è valido anche se Yeman, da agonista qual è, si rimprovera di non aver gestito al meglio la gara, costretto a continui cambi di ritmo dall’andamento della prova.

Non sono arrivate le misure sperate invece dai saltatori delle Fiamme Oro. In senso assoluto il piazzamento di Desirée Rossitsesta in finale – è più che apprezzabile considerato che era anche lei un’esordiente in una competizione di questo livello, la misura finale di 1.89 metri è un po’ al di sotto delle aspettative. Tutti (lei in primis) sanno che vale molto di più…il fatto che sia arrivata a saltare quest’anno 1.97 metri lo dimostra! Ora però avrà quasi un mese per riprendere piena consapevolezza nei suoi mezzi e per trasferire tutta la rabbia che ha in corpo sulla pedana olimpica di Rio.

E’ rimasto lontano parecchi centimetri dai suoi limiti il lunghista Marcell Jacobs che ci aveva fatto esaltare dopo lo splendido 8.48 ventoso (+2.2) dei campionati italiani under 23. Un’analisi asettica delle prestazione ci permette di affermare che qualcosina in più era lecito aspettarsi in qualifica dove era atterrato a 7.80 metri. Si è poi saputo però che in gara si è procurato un forte dolore al piede. Ha preso parte alla finale solo per provare ad inseguire il minimo olimpico ma gli antidolorifici del caso, purtroppo, non hanno sortito l’effetto sperato e il saltatore azzurro, anche lui esordiente in maglia assoluta, non è andato oltre il 7.59 metri. Ora eseguirà tutti gli accertamenti del caso. Peccato davvero perché un Jacobs in buone condizioni fisiche avrebbe potuto salire davvero sul podio.

Nel getto del peso, infine, è rimasto fuori dalla finale Sebastiano Bianchetti che non è andato oltre i 18.56 metri. Anche in questo caso vista la giovane età ci sarà ampiamente modo di fare meglio.

(foto di Colombo/FIDAL)

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