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IL RACCONTO DEL FUNERALE DI DAVID

di Federico Dell’Aquila

Si è svolto oggi pomeriggio il funerale di Davìd Cittarella, l’atleta del settore giovanile delle Fiamme Oro che si è spento a soli 16 anni. La cerimonia molto sentita si è tenuta nell’Istituto Tecnico “Guglielmo Marconi” di Padova, la scuola di Davìd. L’aula magna era stracolma e non riusciva a contenere tutti i presenti. Circa 100 erano i ragazzi del settore giovanile delle Fiamme Oro, i compagni di allenamento di David Cittarella insieme ai tecnici del gruppo sportivo della Polizia di Stato e alla Dirigenza al gran completo.

Moltissime le autorità intervenute, tra cui il Questore di Padova Paolo Fassari, l’Assessore allo Sport del Comune di Padova Diego Bonavina e Giuseppe Maria Iorio, vicepresidente vicario delle Fiamme Oro di atletica leggera e comandante del 2° Reparto Mobile di Padova della Polizia di Stato oltre che il Presidente della Provincia di Padova Fabio Bui, con il suo vice Vincenzo Gottardo.

Con le foto di Davìd che scorrevano e in sottofondo Bohemian Rhapsody dei Queen, la prima a prendere la parola è stata la Preside dell’Istituto Tecnico “Guglielmo Marconi” di Padova Filippa Renna.

«David era un ragazzo serio, maturo e affidabile, un punto di riferimento in classe per tutti i compagni». Lo ricorderemo sempre per la sua determinazione e per il suo coraggio».

Di seguito gli altri interventi.

L’Assessore allo Sport Diego Bonavina ha tenuto a precisare che oggi interveniva come rappresentante del Comune di Padova ma anche e soprattutto come genitore e sportivo.

«Da sportivo ho i valori dello sport e l’emozione è tanta. Le cose non ci appartengono quando non accadono. E ora che sono accadute l’emozione è tanta. In questo momento di sconforto dobbiamo capire quanta vita c’è in tutto questo. La tristezza c’è ed è tantissima ma tutti insieme ce la possiamo fare. Lo dobbiamo fare per Davìd».

Ha quindi preso la parola il comandante del 2° Reparto Mobile di Padova Giuseppe Maria Iorio, vice presidente vicario della Fiamme Oro di atletica leggera. Queste le sue parole.

«Ringrazio il Questore Paolo Fassari che ha deciso di intervenire e il Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, che ci è stato vicino scrivendo un bellissimo messaggio per Davìd. Conoscevo Davìd da molto tempo: lui e mia figlia andavano alla scuola materna insieme e da piccolo era un terremoto. Ricordo però che già allora quando sbagliava aveva la capacità di chiedere scusa. Questo è un suo merito, frutto sicuramente dell’educazione della sua famiglia. Siamo onorati di avere avuto Davìd nel nostro gruppo, aveva i nostri valori, quelli della Polizia di Stato».

Christian Zovico, presidente della Fidal Veneto: «Voglio pensare che Davìd “ha fatto” solo una fermata ma che la sua corsa continua. Ognuno di noi deve continuare il suo percorso e portare avanti le tante cose buone che ha iniziato a fare».

Il Delegato provinciale del CONI Fiorenza Zanella: «Porto con me la tristezza del CONI, per il vuoto lasciato da David. Un atleta non ci lascia mai,  passa la palla. Ora sta a noi raccoglierla e portarla avanti».

E’ stato molto sentito anche il ricordo degli studenti del Marconi. E’ emerso forte il ricordo della sua tenacia e della fiducia che riusciva a trasmettere e a ricevere. Non a caso era il rappresentante della sua classe.

Queste le parole della sua migliore amica Noemi: «Eri la forza su cui contare. Non dimenticherò mai i tuoi abbracci con cui mi trasferivi tutta la tua forza».

Molto sentito anche il ricordo della sua allenatrice Silvia Carli, che ha parlato con attorno i suoi compagni di allenamento, che abbracciavano tutti un giavellotto.

«Eri un ragazzo unico, la tua gentilezza non aveva fine. Ci accompagnerai sempre e rimarrei per sempre nei nostri cuori. Ovunque tu sia, ti immagino a lanciare lontano il tuo giavellotto».

E’ intervenuta anche la responsabile del settore giovanile Fiamme Oro Rosanna Martin.

«Un saggio teneva nel suo studio un enorme orologio a pendolo e uno studente gli chiese se non lo disturbava. La sua risposta fu no perché così ogni ora sono costretto a chiedermi cosa ho fatto nell’ora trascorsa. La sensazione è propria questa: di non aver approfittato dell’ultima ora per dire un ciao un po’ più profondo, per dare l’ultimo consiglio. Noi ci portiamo questo, Davìd: l’impegno a vivere in profondità ogni secondo delle nostre ore, a non sprecare tempo, a credere sempre nel nostro sogno, costruendolo giorno per giorno, ora per ora».

Infine c’è stato il ricordo toccante della sorella Egle:

«Ricordo la sua incredibile voglia di vivere. Fai quello che vuoi, basta che lo fai al massimo, mi diceva. Aveva un’incredibile maturità e una grande cultura. Stava leggendo la biografia di Garibaldi e aveva letto con trasporto e commozione “Se questo è un uomo di Primo Levi. L’ultima sera gli ho tirato il peluche che tanto voleva e che era mio. Ma non voglio pensare a quella sera. Era un ragazzo forte, capace di fare delle scelte, voleva essere libero. Andava contro la moda e seguiva i suoi pensieri senza volersi uniformare. Quando passava lo salutavano tutti: era amato, era riuscito a tirar fuori e a mostrare il meglio di sé. Questo voglio imparare da lui».

La cerimonia laica si è chiusa con il saluto finale della Preside e, sulle note di “Lose yourself” di Eminem, l’assemblea si è sciolta con l’abbraccio di tutti a Papà Gianni, Mamma Lilli e Egle, la sorella di David.

(Foto Eduard Ardelean)

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