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LA STRADA PER L’ORO: SERGIO BALDO RACCONTA IL PERCORSO DEGLI ORI DI TOKYO 2020

Si sono da poco concluse le Olimpiadi più ricche della storia dell’atletica leggera italiana, che torna da Tokyo con ben 5 medaglie d’oro. Di queste addirittura 4 portano il marchio delle Fiamme Oro. Gli atleti cremisi hanno infatti conquistato quattro vittorie olimpiche: tre individuali (Jacobs nei 100 metri, Tamberi nel salto in alto, Stano nei 20 km di marcia) ed una con la staffetta 4×100, che ha avuto in Jacobs la sua punta di diamante. Facciamo una chiacchierata a tutto tondo con il direttore tecnico delle Fiamme Oro di atletica leggera Sergio Baldo, attualmente Vicepresidente vicario della FIDAL Nazionale.

Dei 4 ori conquistati dalle Fiamme Oro, due hanno il sigillo di Jacobs. Si aspettava la sua esplosione?

«Marcell Jacobs nel 2019, vale a dire nel primo anno in cui ha deciso di dedicarsi alla velocità, ha ottenuto 10”03 nei 100 metri. Erano tanti i particolari da affinare: dall’uscita dai blocchi al perfezionamento della fase lanciata, ma già da allora capimmo che le potenzialità erano straordinarie. In tre anni Marcell ha messo insieme questi automatismi tecnici ed è arrivato un miglioramento di oltre due decimi. Sapevo che si presentava a Tokyo in condizioni psicofisiche eccellenti, ma sinceramente pensavo che per la medaglia fosse necessaria una magia e per l’oro un miracolo. Ecco Marcell ha fatto il miracolo! E come se non bastasse lo ha fatto pochi minuti dopo il miracolo realizzato da Gimbo. Poiché i “miei” atleti sanno con quanta passione ed emozione li seguo mi è venuto il dubbio si siano messi d’accordo nel disegnare la sceneggiatura di questi successi nel modo più toccante possibile, e in questo aggiungo anche la meravigliosa vittoria di Massimo (Stano, ndr)!  Battute a parte, credo che l’immagine di quell’abbraccio di Marcell e Gimbo dopo il traguardo che ha commosso il mondo me la porterò dentro per sempre, io ma anche milioni di italiani!»

Tokyo 31/07/2021 Olimpiadi Estive Tokyo2020, Olympics Game Tokyo2020- Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo
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E cosa ci dice di Tamberi?

«L’oro di Gianmarco Tamberi è una medaglia che mi sento di dover condividere con le Fiamme Gialle, squadra che lo ha fatto crescere e che gli è stata vicino anche nei momenti difficili. Mi sono sentito spesso con papà Marco, e so che dopo il grave infortunio alla caviglia del 2016 Gimbo ha vissuto l’avvicinamento all’Olimpiade quasi con l’ossessione di dover vincere l’oro. Il salto in alto era la mia specialità per cui so bene quanto sia importante in questa disciplina l’aspetto mentale, per questo mi sento di affermare che Gimbo anche grazie alla sua caparbietà ha realizzato un autentico capolavoro».

Stano invece, è una sorpresa?

«Massimo Stano come Marcell è con noi da quasi 10 anni. Per entrambi siamo stati determinanti nelle scelte delle guide tecniche e delle sedi di allenamento. Massimo ha avuto qualche problemino fisico ma ho sempre colto in lui una determinazione eccezionale. Dopo il 4° posto degli Europei di Berlino e la squalifica ai Mondiali di Doha sinceramente speravo in una medaglia perché conoscevo il suo valore e perché finora aveva raccolto meno di quanto avrebbe meritato».

 

Qual è il motivo del successo delle Fiamme Oro Padova?

«Le Fiamme Oro hanno da sempre come obiettivo primario quello di mettere gli atleti nelle miglior condizioni possibili per ottenere risultati. Ovviamente il talento è essenziale, ma da solo può non bastare per diventare un campione olimpico. Esso va guidato e indirizzato ma soprattutto gli va data fiducia ed è necessario mantenere questa fiducia anche qualora sopraggiungano infortuni più o meno gravi. Per questo motivo in questi anni abbiamo lavorato su due aspetti principali: innanzitutto stimolare i nostri ragazzi a non trascurare ogni aspetto degli allenamenti e dell’attività agonistica e secondariamente creare un gruppo con obiettivi comuni. E’ molto difficile nell’atletica di oggi raggiungere da soli risultati internazionali, personalmente ho sempre creduto nel valore delle collaborazioni, e queste medaglie mi danno ragione dimostrando quanto sia importante il team che ruota intorno all’atleta. Per questa ragione negli ultimi dieci anni abbiamo tentato di offrire spunti ai nostri atleti organizzando numerosi incontri con svariati professionisti: esperti in nutrizione, medicina dello sport, normative antidoping, comunicazione e uso consapevole dei social network.

 

Inoltre, sebbene l’atletica leggera sia uno sport individuale, io credo nel valore del gruppo, per questo abbiamo promosso numerosi momenti di team building con i nostri atleti e tecnici: dal rafting tutti insieme sul fiume Brenta, ai percorsi acrobatici, o sfidandoci in partite di paintball o in “escape room”. Queste attività sono state coordinate dalla nostra psicologa ufficiale, la Dr.ssa Silvia Rizzi, Psicologa-Psicoterapeuta che ci ha seguito in questi anni e con la quale, ad esempio, i ragazzi hanno appreso le tecniche del training autogeno. Un contributo importante lo ha fornito anche il recente arrivo presso le Fiamme Oro del dr. Francesco Savalla, medico della Polizia di Stato specialista in “medicina dello sport e dell’esercizio fisico”.

 

Mi sento di aggiungere che le Fiamme Oro atletica leggera con gli anni sono divenute non solo un gruppo di professionisti, ma un’autentica squadra che condivide gioie e dolori e grazie a questo possiede una marcia in più per superare le difficoltà. E’ assolutamente doveroso un ringraziamento a tutto lo staff tecnico, che con passione e professionalità quotidianamente si dedica con entusiasmo alla crescita degli atleti e all’organizzazione delle numerose attività del nostro gruppo sportivo oltre che ai dirigenti che ci hanno accompagnato in questi anni e che ci hanno dato piena fiducia sostenendo le iniziative».

Quanto è stata importante la collaborazione con gli altri Gruppi Sportivi Militari e Corpi dello Stato?

«Sulle piste di atletica c’è una sana concorrenza ma abbiamo saputo fare sistema mettendo a disposizione le eccellenze di ognuno soprattutto in termini di allenatori. Così ad esempio Massimo Stano si allena nella caserma della Guardia di Finanza con un tecnico delle Fiamme Gialle, Patrizio Parcesepe. Il nostro Jacobs è allenato da Paolo Camossi delle Fiamme Azzurre (Polizia Penitenziaria) e Larissa Iapichino fino a due mesi fa si allenava con il poliziotto Gianni Cecconi. Ogni gruppo sportivo – anche i Carabinieri, l’Aeronautica e l’Esercito – ha fatto la sua parte e tutti hanno contribuito al successo delle medaglie dell’atletica italiana».

Le Fiamme Oro come hanno vissuto il periodo di lock-down?

«Abbiamo cercato di risolvere le criticità di ogni atleta, confrontandoci ogni settimana sulla piattaforma “Zoom meetings”. Per esempio quando le restrizioni covid-19 hanno portato alla chiusura dei centri di preparazione olimpica del CONI abbiamo spostato gli allenamenti di Marcell Jacobs a Desenzano del Garda, in una struttura privata. I nostri tecnici sono riusciti a trasferire temporaneamente le attrezzature della pesistica dalla nostra palestra di Padova a Desenzano e così Marcell non ha perso nessun allenamento».

Che futuro si aspetta dai suoi atleti?

«Attualmente le Fiamme Oro Padova contano 32 atleti, di questi ben 13 hanno partecipato alle Olimpiadi di Tokyo e sono addirittura 7 i record italiani che gli atleti cremisi hanno realizzato quest’anno. Da soli questi due dati danno l’idea di quanto sia elevato il livello agonistico di tutta la squadra. Insieme al settore tecnico della Fidal lavoreremo per far sì che ognuno di loro possa crescere e arrivare pronto ai prossimi impegni internazionali. Le Olimpiadi sono solo tra tre anni».

Dal punto di vista dirigenziale a chi pensa vadano attribuiti i meriti di queste medaglie?

«Le medaglie sono il frutto delle scelte e degli investimenti fatti negli ultimi 8-10 anni. Tutti noi dobbiamo riconoscere che il presidente uscente Alfio Giomi è stato determinante nel percorso che ha portato questi atleti al successo olimpico. I componenti dell’attuale settore tecnico sono stati scelti e nominati dal Consiglio Federale precedente. Come attuale Vice Presidente Vicario mi sento di dire un enorme grazie a chi ci ha consegnato una squadra di un livello così elevato. Un grazie particolare va al lavoro svolto da Antonio La Torre, Direttore Tecnico che oggi ci invidiano anche altri sport. Un ruolo centrale lo ha avuto la preparazione olimpica del CONI che ha messo a disposizione di questa Fidal risorse, professionalità e tecnologie all’avanguardia. Senza tutto ciò difficilmente nessuna medaglia sarebbe stata vinta. Il mio ringraziamento più grande va poi a tutte le società di atletica leggera in Italia che hanno fatto sì che questi ragazzi si avvicinassero all’atletica leggera e che ogni giorno, con i loro tecnici, contribuiscono alla crescita dell’atletica italiana».

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