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Tregua Olimpica - Fiamme Oro Atletica

La Tregua Olimpica

di Domenico Fontana

L’anno prossimo come tutti sanno al Fiume di Gennaio (Rio de Janeiro) si terranno i XXXI giochi olimpici dell’era moderna.

Le olimpiadi antiche per il mondo classico erano tradizionalmente una occasione talmente importante da scandire il passare degli anni e soprattutto da fermare per la loro durata tutte le guerre riguardanti gli stati che vi partecipavano. Si chiamava ἐκεχειρία che significa “a mani ferme“.

La regola era presa molto sul serio ed interruppe o sospese anche guerre “totali” di quell’epoca.

Le selezioni delle città in guerra potevano attraversare incolumi e garantite il territorio del nemico per giungere a competere ad Olimpia.

Oggi i giochi olimpici riguardano tutti gli stati del mondo e la tregua olimpica sarebbe una boccata d’ossigeno per tanti paesi, oggi anche in Europa, che sono straziati da conflitti di vario tipo.

Non sarebbe bellissimo che anche al giorno d’oggi ci fosse una tregua olimpica?

Oggi c’è.

Dal 1992 infatti il comitato olimpico internazionale chiede simbolicamente di sospendere le ostilità in occasione dei Giochi Olimpici ma fino ad oggi era stata più una invocazione formale e quasi simbolica piuttosto che una invocazione seria.

L’ONU però insieme al Comitato Olimpico Internazionale ha deciso di rendere tangibile questa tradizione quasi dimenticata ed il 27 Ottobre ha sancito con una risoluzione che la tregua olimpica diventi realtà. 180 stati dei 193 appartenenti all’ONU l’hanno sottoscritta dandole una gran forza che va al di la delle buone intenzioni.

Thomas Bach, presidente del CIO, non riesce a nascondere l’entusiasmo per una risoluzione che dovrebbe trasporre nella politica mondiale quel sentimento di fraterna competitività che da sempre contraddistingue la vita del villaggio olimpico, olimpiade dopo olimpiade.

Sembrano assai lontani dunque i tempi dei boicottaggi della guerra fredda, dove lo sport venne inquinato dall’antagonismo politico e i risultati consegnati ad una serie di “se ci fossero stati tutti” che sminuirono ingiustamente certi risultati raggiunti con tutto il merito da chi c’era.

La risoluzione sarà attiva da 7 giorni prima a 7 giorni dopo le competizioni e si spera che qualcuno, deponendo le armi per un mesetto, si renda conto che senza guerra si vive meglio e magari si faccia passare la voglia di ricominciare.

In quest’ottica Bach sottolinea che tutti gli atleti che sono rifugiati politici in giro per il mondo, e perciò impossibilitati a rappresentare un paese dal quale sono fuggiti perché indesiderati, potranno competere tutti sotto l’egida del CIO accompagnati dal suo inno: così chi merita potrà vincere anche se nel suo paese non lo vogliono più.

Perciò dal 30 Luglio al 28 agosto l’anno prossimo guai a chi imbraccia le armi!

Si lotta solo in pista e sui campi sportivi!