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Folorunso Rio - Fiamme Oro Atletica

Le gare Olimpiche di Folorunso e Chesani, l’attesa di Rossit

di Federico Dell’Aquila

Termina in semifinale l’esperienza olimpica di Ayomide Folorunso sui 400 metri ostacoli. L’atleta delle Fiamme Oro conclude a testa alta, consapevole di aver dato il meglio di sé in semifinale e in batteria. Di seguito il racconto dei suoi due giri di pista con ostacoli.

In batteria la sorte le riserva la corsia peggiore, la prima, ma ad Ayo poco importa: pennella i 400 ostacoli con il giusto mix tra impegno muscolare e decontrazione, incrementando il ritmo a 150 metri dall’arrivo per puntare a un posto tra le prime tre e qualificarsi di diritto alla semifinale. D’altronde bisognava evitare di partire nuovamente in una corsia poco favorevole! L’obiettivo è centrato: nella prima batteria Ayo è terza in 55”78, a meno di tre decimi dal proprio primato, nono tempo complessivo delle batterie.

Nella semifinale numero uno la Folorunso parte dalla settima corsia. L’avvio è promettente e la fase centrale buona ma si capisce fin da subito che il livello medio delle atlete è elevatissimo. In finale si qualificano le prime due di ognuna delle tre semifinali più i due migliori tempi di ripescaggio: Ayomide alla fine risulta esclusa dalla finale con il diciannovesimo crono – 56”37 – e lei stessa confiderà che probabilmente aveva speso troppo in batteria dal punto di vista fisico e nervoso. Il riepilogo tempi, però, parla chiaro: per accedere alla finale ci voleva un crono al di sotto dei 55”00…la nostra atleta avrebbe dovuto migliorarsi di più di mezzo secondo a 24 ore da una prova corsa molto vicino al proprio primato! Nessun rimpianto quindi e l’età per fortuna è dalla parte dell’azzurra: siamo certi che le occasioni per fare ancora meglio non mancheranno. Ora per lei ci sarà modo di smaltire subito la delusione correndo la staffetta azzurra 4×400 metri!

A Rio ha già gareggiato anche un altro atleta delle Fiamme Oro: Silvano Chesani, unico superstite dei tre saltatori in alto azzurri qualificati per Rio. Se “Gimbo” è stato costretto a un intervento chirurgico e Fassinotti al forfait per motivi fisici, “Silvio” non era in perfette condizioni dal punto di vista tecnico e lo aveva sottolineato anche lui: due mesi lontani dalle pedane tra febbraio e aprile non sono facili da digerire! La condizione fisica c’era, la stabilità tecnica della rincorsa non del tutto. Il tabellino dice 2.22 metri per Silvano Chesani. Per la finale ci volevano 2.26 metri e un percorso senza errori fino a quella misura. Non aver superato tale quota è sicuramente deludente in primis per lui ma un sedicesimo posto olimpico, comunque, non è da buttare. Il rammarico più grande è che un Chesani al 100% avrebbe potuto tranquillamente centrare la finale.

Manca all’appello cremisi Desirée Rossit che domani giovedì 18 agosto alle ore 15 si giocherà le sue carte nelle qualificazioni del salto in alto. Il tifo ora è tutto per lei!

(foto Colombo/FIDAL)

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