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Pricologia dello sport- preparazione mentale

Psicologia dello Sport – Preparazione Mentale

Nella ricerca dell’optimum, il fattore su cui costruire la prestazione agonistica è sicuramente l’allenamento fisico, senza il quale l’atleta non può pensare di ottenere risultati soddisfacenti. Accanto a questo elemento base molti, però, sono i fattori che contribuiscono alla prestazione.

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dell’importanza di  una corretta alimentazione, quest’oggi approfondiremo l’ «aspetto mentale» grazie al contributo del Dr. Andrea Colombo, consulente di fiducia del nostro gruppo sportivo in ambito di psicologia dello sport.

Qui potrete leggere un suo testo dal titolo “La preparazione mentale. Dal benessere alla performance”, estratto dalla lezione tenuta durante l’aggiornamento professionale degli atleti di qualche settimana fa.

Per ulteriori approfondimenti sulla materia vi rimandiamo al sito www.mentecorpo.it. Buona lettura.

Benessere e performance

Spesso gli atleti che si avvicinano alla psicologia sportiva hanno l’obiettivo di migliorare il loro profilo di concentrazione, di migliorare la gestione dello stress e dell’ansia e di ottimizzare le loro risorse psicologiche.

 

L’allenamento psicologico è come l’allenamento tecnico-tattico e poggia sul desiderio dell’atleta di migliorarsi e di mettersi continuamente in gioco per spostare oltre il proprio limite.

Tuttavia è vero anche che questa spinta al miglioramento di se stessi è fonte essa stessa di ansia, generatrice di paure (di non riuscire, di fare bene o no, di fallire). Il confronto con il modello ideale è sempre fortemente carico di stress per l’atleta e spesso e volentieri genera pensieri automatici di insoddisfazione poco funzionali al benessere e ala performance dell’atleta.

Il modello ideale per l’atleta in attività non sempre è uno stimolo al raggiungimento dei risultati. A volte il modello ideale può scatenare una tendenza al “perfezionismo ossessivo” nell’atleta che svilupperà di conseguenza un pattern psico-fisico inadeguato e inefficace: aspettative elevate, obiettivi poco chiari e totalizzanti, risposte e comportamenti del tipo “tutto o nulla”, abbassamento della fiducia e dell’autostima.

Ostacoli per gli atleti

Eccessiva identificazione con i risultati.

La scelta di investire nel raggiungimento dei risultati è molto spesso dettata dalle opportunità che gli atleti nel corso della propria carriera. Avere sempre motivazioni per eccellere non è facile. A volte, quando i risultati non sono quelli sperati, si rischia di entrare in una spirale di giudizi su se stessi, di paure di “non farcela”, di mancanza di senso nell’allenamento e nell’impegno. L’atleta che investe unicamente nei risultati impoverisce le proprie risorse e rischia di sentirsi schiacciato dal peso della pressione quando i risultati non arrivano. È importante sapere che i risultati giungono con l’impegno e la fatica ma talvolta il rischio è soprattutto per gli atleti più evoluti, l’ossessione del risultato. L’atleta quindi per sua vocazione è votato a vivere momenti “positivi di euforia” e momenti “di forte ansia e tristezza”. Un lavoro di preparazione mentale deve prima di tutto partire da questa considerazione e da una domanda fondamentale “sei disposto a vivere questi momenti e a imparare a gestirli con saggezza?

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