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Olimpiadi 60 24 - Fiamme Oro Atletica

Roma caput Olimpiadi

di Domenico Fontana

Olimpiadi romane

Roma si candida ad ospitare le olimpiadi del 2024.

Il dibattito sportivo e politico negli ultimi giorni ha gravitato fortemente intorno a questa controversa candidatura, pro e contro sciorinati giorno dopo giorno da esperti e politici, giornalisti e sportivi.

Ma lo sapete che la nostra capitale ha vinto per ben 3 volte la competizione per ospitare i Giochi?

“Ma come???”-direte voi- “c’è stata solo Roma ’60, lo sanno tutti”
E sapete che le Olimpiadi a Roma si sono svolte almeno un’altra volta?

Vediamo un po’…

Roma ospitò i giochi per la prima volta quando al governo c’era… Silla!

Infatti il dittatore romano negli anni ’80 avanti Cristo fece un tentativo di spostare da Olimpia a Roma la sede delle olimpiadi ma il suo piano fallì: per i romani dell’epoca le gare atletiche erano una distrazione inutile dal vero addestramento militare. Ma questa era una domanda trabocchetto!

Passiamo alle Olimpiadi moderne.

La prima candidatura di Roma ad ospitare un’Olimpiade moderna fu presentata addirittura per la III olimpiade, nel 1904, ma la corsa fu persa a vantaggio di St. Louis. Roma ottenne però l’assegnazione della IV olimpiade, quella del 1908. Sembrava che tutto filasse liscio quando, a causa di una disastrosa eruzione del Vesuvio nel 1906, il governo rinunciò alla organizzazione dei giochi per dirottare i fondi sulla ricostruzione di Napoli e cedette l’onore e l’onere organizzativo a Londra. La seconda volta che Roma ottenne di poter ospitare i 5 cerchi fu nel 1944. Il governo fascista intendeva esaltarsi nel mondo sfruttando come palcoscenico la grande manifestazione come già aveva fatto Hitler nel 1936. I lavori per costruire gli impianti iniziarono, il foro Mussolini era in larga parte già costruito e vennero avviati grandi lavori per trasformare lo stadio dei Cipressi nello “stadio dei Centomila”: sarà poi lo stadio Olimpico. Ovvie ragioni belliche impedirono lo svolgimento di Roma ’44 e il progetto rimase incompiuto.

Parliamo ora della volta buona.

Il contesto socio-economico in cui l’Italia ottenne l’assegnazione della XVII Olimpiade non potrebbe essere più diverso da quello della candidatura attuale. Dopo la guerra che l’aveva vista perdente l’Italia riuscìra ricostruire il suo prestigio internazionale con la stessa efficacia e velocità con cui ricostruì il paese.
L’economia mondiale post guerra esplodeva di vitalità e, incredibile da credere, l’Italia era lo stato con la crescita più ingente del mondo!!!
Fu il periodo d’oro del nostro paese: la dolce vita, le 500, la vespa, le vacanze e la spensieratezza di quel periodo sono diventati il modello dell’Italia nel mondo e la lira nel 1960 fu addirittura nominata la moneta più solida dell’economia mondiale.
L’Italia in quel periodo ottenne in rapida successione prima l’Olimpiade invernale del 1956 a Cortina e, nel 1955 vinse la gara per l’assegnazione dell’Olimpiade estiva del ’60 sconfiggendo addirittura Losanna nel ballottaggio finale, cittàsede del Comitato Olimpico Internazionale.

I problemi dell’organizzazione logistica dell’evento non sono diversi da quelli che si presenterebbero oggi: la città povera di impianti con i pochi esistenti studiati per le esigenze di un’epoca precedente (allora costruiti nel ventennio-oggi costruiti proprio per Roma ’60); la viabilità non adatta ad una manifestazione di tali proporzioni; la necessità di non gravare sulle casse dello stato.
Il primo problema fu risolto in modo molto moderno, direi quasi in linea con le idee e le esigenze suggerite al giorno d’oggi per rendere più sostenibili le edizioni moderne: furono ristrutturati e usati tutti gli impianti esistenti e furono davvero numerosi gli impianti provvisori, anche costruiti all’interno di suggestive ambientazioni archeologiche che la città eterna offre in quantità.
La costruzione di nuovi impianti si limitò solo a quelli che non esistevano proprio e alcune gare furono svolte in altre città.
La spesa per gli impianti fu molto ridotta, circa 50 milioni di dollari dell’epoca, stimabili abbastanza verosimilmente tra i 400 e i 500 milioni di euro dei giorni nostri: quasi un’operazione low cost!
Inoltre i soldi furono quasi interamente reperiti dal Totocalcio e dalle scommesse sportive intaccando in minima parte le casse dello Stato.

Ma in verità con la scusa dell’Olimpiade furono realizzati nella città degli immensi e costosi lavori che la rendessero al passo coi tempi: fu rivoluzionata la viabilità con la costruzione di circonvallazioni fino ad allora inesistenti, furono costruiti addirittura nuovi quartieri ed il tutto fu sapientemente affidato al meglio che l’Italia poteva offrire dal punto di vista architettonico ed artistico.

Come stadio Olimpico fu usato quello realizzato da Mussolini, semplicemente ammodernato e ridotto nella capienza degli spettatori che fu portata a 90000.
Le strutture del foro Mussolini, rinominato foro Italico, furono tutte utilizzate per il nuoto, i tuffi e le strutture per l’allenamento degli atleti.

Il palazzetto dello sport e il velodromo furono costruiti da zero: il primo è ancora in uso e nel 2003 èstato ammodernato, mentre il secondo nel 2008 è stato demolito e non ne resta nulla.
Strutture provvisorie furono realizzate alle Terme di Caracalla e alla basilica di Massenzio per le gare di ginnastica e di lotta oppure vennero aggiunte tribune e strutture temporanee ad edifici piùmoderni come il palazzo dei congressi o centri sportivi già esistenti, mentre le gare con esigenze particolari furono svolte a Napoli (vela) e nel lago Albano sui colli romani (Canoa e Canottaggio) dove fu realizzato anche un enorme centro per l’equitazione che è tutt’oggi la sede della federazione italiana equitazione.

Parallelamente alle gare sportive si pensò bene di affiancare mostre realizzate ad hoc che illustrassero la storia artistica italiana ma soprattutto quella sportiva italiana dall’epoca etrusca fino al XX secolo.
Da un punto di vista politico l’olimpiade offrì delle curiosità positive e negative.
Infatti la Germania si presentò, nella sorpresa generale, con una squadra unificata dato che la DDR non era riconosciuta dal comitato olimpico internazionale, Taiwan non partecipò perché il CIO aveva accettato che la Cina rivoluzionaria potesse partecipare, ma la Cina stessa non si presentò dato che il CIO non aveva espulso Taiwan.
Più grave fu la situazione del Sudafrica. L’apartheid era in vigore e i neri non potevano rappresentare il paese per legge. Il dibattito sull’ammissione o meno alla competizione fu più incerto ma poi la scusa con la quale il paese africano fu accettato è quasi ridicola: “non esisteva discriminazione nel paese, e se il Sudafrica era rappresentato solo da atleti bianchi era perché i neri nello sport non avevano alcun interesse e perciò non si erano guadagnati la selezione”.

Curioso il fatto che fu la prima Olimpiade ad essere un prodotto televisivo: i diritti furono venduti a poco più di un milione di dollari!

Sportivamente fu l’Olimpiade dove esplose l’Africa, e più generalmente i neri con personaggi leggendari come Abebe Bikila, un africano scalzo e sconosciuto che dominò nella maratona con il record mondiale ed un giovane e vittorioso Cassius Clay che sarebbe poi diventato il più grande di sempre nel pugilato.

Per la selezione italiana fu una grande edizione: giunse addirittura terza (13-10-13) nel medagliere dietro a due potenze come l’Unione Sovietica (43-29-31) e gli USA (34-21-16)!!

Fu memorabile la vittoria con record del mondo di Livio Berruti nei 200 metri (che era tra l’altro un atleta delle Fiamme Oro) ma in genere tutta la squadra andò molto bene con risultati d’eccezione in quasi tutte le discipline.

Ed oggi come siamo messi?

La stagione economica italiana e mondiale è opposta a quella degli anni ’50, Roma è anche oggi una città che ha forte bisogno di essere ammodernata, ha forte bisogno di impianti sportivi all’altezza, ha fortemente bisogno di riacquistare credibilità dopo gli scandali che hanno colpito tutte le manifestazioni realizzate dall’Italia negli ultimi trent’anni…

D’altro canto la situazione economica è quella che è e il Bel paese problemi ne ha tanti e forse più urgenti.

Ma il governo è determinato ad appoggiare la candidatura e già Londra ha dimostrato che si può organizzare una Olimpiade con finanziamenti quasi completamente privati.

L’unica cosa certa è che Roma offre un palco unico e suggestivo per lo spettacolo che sono le Olimpiadi e di sicuro lo avranno ben presente i membri del CIO a Lima nel 2017 quando la scelta verrà compiuta.

Perciò in bocca al lupo, o meglio alla lupa, alla nostra Capitale perché qualunque sia la scelta sia la scelta migliore.

di Domenico Fontana Olimpiadi romane Roma si candida ad ospitare le olimpiadi del 2024. Il dibattito sportivo e politico negli ultimi giorni ha gravitato fortemente intorno a questa controversa candidatura, pro e contro sciorinati giorno dopo giorno da esperti e politici, giornalisti e sportivi. Ma lo sapete che la nostra…

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